La parola Consenso è al centro della mia vita professionale da quando, appena uscito dall’università, ho incominciato ad occuparmi di comunicazione politica e campagne elettorali.
Nel 2004 ho fondato una azienda ed un network di professionisti con il brand “Public strategie per il consenso”.
Dall’esperienza sul campo ho elaborato una metodologia chiamata CDA (capire, decidere, agire) che ha il fatto suo debutto “scientifico” con la pubblicazione nel manuale Marketing politico: come vincere le elezioni e governare” realizzato per il Mulino nel 2011. Da allora ha avuto una seconda versione nel “Il Nuovo marketing politico: vincere le elezioni e governare al tempo della politica veloce” pubblicato nel 2019, ed è stato citato da Mazzoleni e Di Gregorio nei loro manuali.
Negli ultimi anni ho applicato questa metodologia al di fuori del marketing politico e delle campagne elettorali, verificando come sia ancora più efficace per organizzazioni quali le imprese e le associazioni di imprese.
Il metodo CDA pare dalla comprensione del proprio “perché” e del contesto, per arrivare ad un processo decisionale rapido che porti ad azioni efficaci. Ma soprattutto si basa sulla capacità continua di adattamento, sull’agilità e sul consenso come motore del coinvolgimento di chi fa parte delle organizzazioni, di decisioni efficaci e condivise.
Non credo nei manuali e nelle procedure rigide, ma per navigare in mari nuovi e talvolta tempestosi come quelli attuali serve una strategia precisa (la rotta), strumenti di controllo della stessa e capacità di coinvolgere e mantenere attivi tutti quelli che si trovano a bordo.
E’ un processo senza fine che richiede capacità di comprensione, adattamento, decisione ed azione.
Facile? No, non lo è. Ma è l’unica via.
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